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Matteo Salvini strattonato durante un comizio

foto di Elisa Tozzi
foto di Elisa Tozzi

Una giovane lo ha afferrato per la camicia e gli ha strappato un rosario dal collo. Il gesto non sarebbe stato premeditato

PONTASSIEVE — Matteo Salvini è stato strattonato da una giovane di origine congolese durante la tappa in Valdisieve del suo tour elettorale per le elezioni regionali, a sostegno della candidata presidente della coalizione di centrodestra Susanna Ceccardi. 

Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, il leader della Lega era appena sceso dall'auto per raggiungere a piedi il luogo del comizio quando una giovane donna originaria del Congo gli si sarebbe avvicinata, lo avrebbe afferrato per la camicia e così facendo gli avrebbe strappato un rosario dal collo. Il gesto non sarebbe stato premeditato: le forze dell'ordine ritengono che la ragazza, trentenne, di ritorno dal lavoro, si sia ritrovata casualmente in mezzo ai sostenitori della Lega e a quel punto abbia deciso per avvicinarsi a Salvini. Il suo gesto non avrebbe alcun collegamento neppure con la manifestazione contro il leader della Lega organizzata sempre a Pontassieve contemporaneamente al comizio.

"Ognuno può avere idee politiche, calcistiche, religiose diverse, ma la violenza no: la camicia me la ricompro, ma strappare dal collo un rosario che mi ha regalato un parroco è una cosa che non sta né in cielo né in terra, e quella persona si dovrebbe vergognare" ha commentato poi Salvini dal palco dopo l'episodio.

E' stata la sindaca di Pontassieve Monica Marini a chiarire meglio chi è la donna che ha strattonato Salvini. "La conosciamo, svolge ormai da qualche mese il servizio civile in Comune, è stata selezionata col bando di leva nazionale - ha spiegato la sindaca - In passato è stata oggetto di pesanti discriminazioni: una persona le ha sputato addosso ingiuriandola perchè di colore, chiamandola scimmia, offendendola pesantemente. Questo può avere influito sul suo stato d'animo di oggi, era visibilmente confusa dopo l'episodio, sembrava non si rendesse conto. Ovviamente questo non la giustifica, ha sbagliato: è giusto esprimere il proprio dissenso ma rispettando l'altro, in modo assolutamente non violento".

"Condanniamo con nettezza l'aggressione avvenuta ai danni di Matteo Salvini - ha commentato la segretaria del Pd Toscana, Simona Bonafè - La Toscana è e deve continuare ad essere terra che si contraddistingue per un dibattito politico corretto e noi vogliamo che tutti possano manifestare liberamente le proprie idee, che si tratti di chi la pensa come noi o diversamente".' 

La candidata presidente del M5S in Toscana Irene Galletti ha invece dichiarato in una nota che a suo avviso "è giusto contestare Salvini ma chi lo aggredisce fa il suo gioco".

“Nelle ultime ore circolano ovunque le immagini di un’assessora leghista di Como, impegnata a strappare la coperta a un senzatetto che stava dormento e gettarla tra i rifiuti - ha scritto Galletti in una nota - Ovviamente Matteo Salvini non ha pensato nemmeno per un secondo di condannare questo gesto ignobile. Ecco, io credo che contestare una persona così sia giusto, politicamente e moralmente. Ma guai a scadere nelle aggressioni fisiche, altrimenti si fa il suo gioco, permettendogli di fare quel che gli riesce meglio: la vittima. Salvini e Ceccardi si sconfiggono con gli argomenti, non certo con la violenza".

Sulla vicenda è intervenuta anche la candidata leghista al Consiglio regionale Elisa Tozzi, capolista nel collegio Firenze 2.

"Questa aggressione è il frutto del clima di intolleranza e di odio che la sinistra continua ad alimentare nei confronti dell'avversario politico - ha scritto Tozzi in una nota - Episodio ancor più grave perché preceduto da un post criminoso del sindaco di Pontassieve nel quale veniva esplicitamente ribadito che Salvini non era un ospite gradito a Pontassieve. Da un primo cittadino queste sono parole inaccettabili. Subito dopo l'aggressione, così come impone il suo ruolo, avrebbe dovuto scendere dal palazzo e porgere le sue scuse immediatamente, invece è rimasta ben chiusa nelle sue stanze".

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